L’Asino – una rivista satirica dimenticata.

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12 novembre 2015 di donablogger

Di Alexjandro Frattini –

In terza A abbiamo approfondito alcuni aspetti dell’età Giolittiana e, più in generale, dei primi decenni del ’900, analizzando alla lim alcune vignette e una serie di copertine di una rivista satirica ormai dimenticata: L’Asino.

L’ Asino è una rivista settimanale satirica, fondata nel 1892 da Guido Podrecca (che scrive con lo pseudonimo di Goliardo), giornalista, e da Gabriele Galantara (che si firma con l’anagramma Ratalanga), disegnatore, entrambi di idee socialiste.

Il motto della rivista è “L’asino è il popolo, utile, paziente, bastonato”, ricavato da un’opera dello scrittore risorgimentale Domenico Guerrazzi.

La rivista riscuote fin da subito un enorme successo: dalla sua fondazione fino al 1901 ogni numero vende più di 100.000 copie ed ha circa 300.000 lettori assidui.

Dopo la fine della Prima Guerra Mondiale, le pubblicazioni vengono interrotte, per via di una diminuzione delle copie vendute. Nel 1921 il giornale riapre, guidato dal solo Galantara, perché Podrecca è diventato fascista e non è più interessato a scrivere contro il potere.

L’Asino diventa ora un coraggioso baluardo dell’antifascismo, opponendosi apertamente al regime e a Mussolini. Dopo numerose minacce, nel 1925 un gruppo di squadristi in camicia nera assalta e distrugge la redazione dell’Asino, che è costretta a chiudere definitivamente. Galantara  finisce agli arresti domiciliari.

Dopo la sua scarcerazione, inizia a collaborare in forma anonima con altre riviste satiriche, tra cui “Becco giallo” e Marc’ Aurelio.  E anche da queste collaborazioni ricaverà infiniti guai: carcere, minacce, diffide.

Oggi l’Asino è una fonte storica importante per ricostruire il punto di vista socialista sui primi venti anni del ‘900, interventismo compreso.

Ed ecco i principali filoni tematici della satira praticata da questa coraggiosa rivista.


Contro la doppiezza del “ministro della malavita” (Giolitti).

Giolitti è stato per due volte pregiol1sidente del consiglio italiano (1892-93,1903-14) ed è uno dei principali bersagli politici dell’Asino, che ne denuncia la doppiezza e l’ingordigia.

Nella copertina a sinistra, si mostrano i due volti di Giolitti, uno aperto e democratico, quasi socialista e anarchico, e l’altro borghese e conservatore. Giolitti attuò così, secondo Podrecca e Galantara, una politica dal doppio volto, per tenere tutti buoni e nel frattempo farsi gli affari propri.

Altre famose vignette su Giolitti sono quella in cui gli operai sfamano con carichi d’oro un Giolitti flaccido e ingordo (visibile in home), oppure quella in cui Giolitti, coinvolto nello scandalo della Banca Romana, sgraffigna dei soldi dalla Cassa Depositi e Prestiti e li nasconde nel cappello a cilindro (vignetta in basso).

Immagine1


L’interventismo.

aust

L’ Asino è interventista e irredentista; nel 1914, mentre in Italia divampa il dibattito tra interventisti e neutralisti, pubblica una serie di accesi articoli e di vignette a favore dell’intervento in guerra dell’Italia, giustificato come occasione per completare il Risorgimento e quindi l’unificazione e la liberazione del territorio italiano.

Nella vignetta a sinistra, un soldato austriaco
dall’aspetto grottesco sta per divorare l’Italia, già priva di Trento e Trieste.


L’anticlericalismo.anti

A partire dal 1901, l’Asino inizia la pubblicazione di feroci vignette contro la Chiesa, di cui viene criticata la corruzione e l’avidità. Oggi quelle vignette di  denuncia sono ritornate, purtroppo, di grande attualità.

Alla lim abbiamo commentato soprattutto la copertina che potete vedere a destra: l’alfabeto armato di penna abbatte un grasso sacerdote dal volto ripugnante e “malvagio”.

Podrecca e Galantara criticavano l’atteggiamento dei preti, pronti a sfruttare l’ignoranza e la superstizione del proletariato, ed erano convinti che l’istruzione e la cultura fossero le armi migliori per vincere il clericalismo.


Un antifascismo pagato a caro prezzo.

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Alla riapertura dell’Asino (1921), vengono pubblicate numerose vignette antifasciste. A sinistra ne vedete una delle più significative. Viene rappresentato il principale simbolo del fascismo, il  fascio littorio, spezzato da un “BASTA” che rappresenta la voce del popolo.

In altre vignette Galantara rappresenta Mussolini come una specie di Napoleone  e denuncia  la violenza dello squadrismo fascista.

Quella del fascio littorio spezzato  è stata una delle ultime vignette pubblicate dall’Asino, perché il regime, che basava il proprio potere sul rigido controllo della stampa e sulla propaganda, non poteva certo tollerare  una mente libera come quella di Galantara.

One thought on “L’Asino – una rivista satirica dimenticata.

  1. Angelo ha detto:

    Dove era la sede della pubblicazione di questo settimanale? Mio suocero ha collaborato e io l’ho sentito molte volte nominare, a Pontevico “L’Asino” di Podrecca.
    Per questa sua collaborazione suo padre ha anche avuto delle conseguenze economiche.
    Grazie per l’attenzione. Angelo.

    "Mi piace"

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