Copiare da internet? Uhm…

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3 settembre 2017 di donablogger

di V. Sciacca.   

Una lezione sui generis di analisi logica, un predicozzo sui rischi dello scopiazzamento selvaggio da internet //

Le margherite e le erbacce.  Carissimi alunni con la nefasta abitudine di scopiazzare i compiti di grammatica (e non solo di grammatica) da internet, voglio dirvelo con franchezza: il candore luciferino con cui spacciate roba raccattata sul primo sito scodellato da google mi irrita. Specialmente se quello che esibite, oltre che copiato, è anche errato.

Ve l’ho detto tante volte e ve lo ribadisco: chi scopiazza non impara nulla e a volte, se copia scemenze senza rendersene conto, rimedia una magra figura.

Una cosa vorrei proprio riuscire a insegnarvela, e vorrei che la cesellaste sulle pagine dei vostri diari come fate con i versi delle canzoni che vi piacciono: internet non è il regno esclusivo della Verità e dell’Esattezza; nei suoi prati germogliano margherite ma anche pruni spinosi e gramigna. E non mancano le cacche di cane, che è sempre meglio non pestare. 

Pippo non è Peppino. Compito di analisi logica: Scrivete alcune frasi che contengano un complemento partitivo. Per svolgere una tale consegna, basta dare un’occhiata al libro di grammatica o agli appunti di lezione per richiamare gli aspetti teorici e, sul modello delle frasi fornite come esempio dal libro o dall’insegnante, inventare alcune frasi. Compito facile: non più di dieci minuti di impegno. Poniamo che ugualmente qualcuno di voi decida di copiare il compito da internet. Digiterà nella barra di Google “Frasi con complemento partitivo”, e si fionderà, per sbrigarsi (?), sul primo risultato. Che è il seguente:

a

Nemmeno uno (!!!) dei cinque esempi forniti da Scuolissima è corretto. Le frasi 1, 3, 4 e 5 contengono infatti un complemento oggetto partitivo (della cioccolatadei CDdegli abiti firmatidei documenti importanti), ma non un complemento partitivo; la frase 2 contiene invece un soggetto partitivo (del disordine), ma nemmeno in questo caso un complemento partitivo. Soggetto partitivo e complemento oggetto partitivo sono cose alquanto diverse dal complemento partitivo,  anche se nel nome si somigliano un po’. Pippo e Peppino si chiamano quasi allo stesso modo e portano entrambi occhiali da sole, ma sono, credetemi, persone distinte: uno abita a Sarnico, l’altro a Credaro; uno fa il postino, l’altro vende frigoriferi agli eschimesi. E dunque chi di voi avrà copiato queste frasi sciagurate si sarà candidato a una solenne figura da gonzo.

Il caso dei complementi partitivi di Scuolissima ha uno svolazzo finale amaramente divertente. A volte quando vi scappa di copiare non vi date nemmeno la pena di sbattervi un po’ per pescare qualcosa nel vasto mare internettiano, vi limitate a recarvi su Yahoo Answers, il famigerato sito che ha fatto dello scopiazzamento selvaggio la sua principale ragion d’essere, formulate un richiesta in cellularese, la neolingua in cui “perché” diventa “xkè”, e aspettate pigramente che si materializzi una risposta di cui impossessarvi. Risposta che spesso è sbagliata.

bNon mi credete? Eccovi un esempio.

Una vostra compagna di una qualche scuola italiana ha elemosinato dei complementi partitivi firmandosi Anonima. Qualcuno con lo pseudonimo di Nothing ha graziosamente copincollato per lei gli esempi forniti da Scuolissima (vedi lo screenshot qua sopra), spacciandoli boriosamente come farina del proprio sacco, senza accorgersi che erano sconquassati da errori madornali. Quando, in calce alla sua risposta, per rassicurare Anonima e rimarcare la propria affidabilità, Nothing fa la ruota come un pavone dichiarando di avere “Ottimo in italiano”, non si sa se ridere o piangere.

Gli esempi errati di Scuolissima, copincollati da Nothing con bovina inconsapevolezza, sono sul web da dieci anni e hanno fuorviato eserciti di studenti sprovveduti. Voi, carissimi, studiate e non fatevi fuorviare: non vorrete mica ridurvi come un Nothing qualunque, come una qualunque Anonima?

Complementi e vacche nere. Con il complemento di denominazione potrebbe andarvi anche peggio… Considerate l’esempio di quest’altro vostro ignoto compagno che si affida maldestramente a Yahoo Answers.

c

Vuole 20 frasi, “non troppo lunghe” e nemmeno “troppo corte”, che contengano un complemento di denominazione. Sembra il cliente di un ristorante: “Cameriere, mi porti una fiorentina non troppo al sangue, per favore, e del vino frizzantino… Bello fresco, mi raccomando”.

La richiesta viene soddisfatta da sei “passanti” che rispondono in vario modo, alcuni anche correttamente o in modo parzialmente corretto.

La sesta risposta, fornita da una certa Miley, è la seguente:

d

Fino alla n. 6, le frasi sono accettabili (anche se si dice insignito diinsignito del e non insignito con, come si legge nella frase 4), perché contengono esempi corretti di complemento di denominazione. Dalla n. 7 in poi, si apre l’abisso: 12 frasi su 13 sono errate.

In frasi come “Lo zaino di Lucia è fantastico”, il sintagma di Lucia ha infatti la funzione di complemento di specificazione e non di denominazione. E così anche per “La macchina di Filippo”, “La casa di Maria”, “La calcolatrice di Federica”, ecc. I complementi di specificazione e di denominazione sono in effetti simili: “il clima di Bergamo” = complemento di specificazione;  “la città di Bergamo” = complemento di denominazione. Studiare significa imparare a distinguere tra cose apparentemente identiche, scopiazzare significa invece condannarsi ad una fitta oscurità in cui tutte le vacche sembrano nere.

Il rischio di una martellata sui denti. Chiudiamo questa carrellata, che avrebbe potuto essere infinita e devastante come un’epidemia di peste nel medioevo, con una visita al sito Studenti.it, uno dei più gettonati, come sapete bene, quando si tratta di scopiazzare alla cieca. Mettiamo che siate a caccia di complementi di moto per luogo figurato da trasferire sul vostro quaderno, ecco come vi “aiuta” questo sito:

e

Errori gravissimi e davvero imbarazzanti: le prime tre frasi sono accettabili, tutte le altre sono sbagliate. “È partito per l’inferno!” non contiene un complemento di moto per luogo ma di moto a luogo (per l’inferno); tutte le frasi successive contengono invece dei complementi di mezzo (attraverso l’amiciziaattraverso l’amore) o di causa (per la tua furbiziaper l’odio) scambiati comicamente per complementi di moto per luogo figurato. Se fosse una verifica, sarebbe un quattro con lo schiocco, pesante come una martellata sui denti.

Per concedersi il lusso di scopiazzare da internet bisogna quindi saper valutare, saper scegliere, scartare ciò che non è corretto. Bisogna assolutamente non pestare le cacche di cane. Ma questo può farlo solo chi conosce bene l’argomento, cioè chi ha studiato, mica il primo che capita. Il fatto è che chi ha studiato non ha più bisogno di scopiazzare da internet, vi pare?

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2 thoughts on “Copiare da internet? Uhm…

  1. Alberto Lazzari ha detto:

    un blog molto interessante e anche molto simpatico

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  2. Martina ha detto:

    Bello l’articolo,insegna a non copiare da Internet perché non sempre le cose che cerchi sono giuste.

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