The Song of the Sea – Riflettere, scrivere, disegnare a partire da un film.

13 giugno 2018 di donablogger

di Eva Picco //

Un clic sulla locandina per accedere ai disegni e alle riflessioni dei ragazzi.

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Un mare di emozioni e di creatività con The Song of the Sea

Perché mostrare film a scuola? Ecco le mie ragioni.

Il film che ho scelto di vedere insieme ai miei studenti si intitola “The Song of the Sea”, un film delicato e poetico, i cui personaggi e vicende sono radicati nel folklore irlandese. E’ una storia di selkies, giganti, cantastorie, creature dimenticate di una tradizione che sta svanendo, una madre scomparsa, un padre annientato dal dolore e due ingegnosi bambini che vogliono tornare a casa.

Prima della visione, ho provveduto ad organizzare un percorso che prevede un’attività di abbinamento parole-immagini per imparare lessico nuovo e la presentazione di creature/personaggi significativi legati al folklore e la mitologia irlandese che compaiono nel film per aiutare i ragazzi nella comprensione.

Ovviamente ci “gustiamo” il film in inglese con sottotitoli in inglese.

E’ un cartone animato. I ragazzi delle classi seconde commentano sconsolati: “ Nooo profe, i cartoni sono per bambini!” . I ragazzi delle classi prime, invece, sono entusiasti, come era facile prevedere.

La visione procede senza intoppi, il linguaggio è semplice e comprensibile. Sono costretta a sedare la curiosità dei piccoli vulcani di prima che anticipano, o chiedono che sia io ad anticipare, cosa succederà e commentano senza fine!

Arriviamo al momento culminante, spio con la coda dell’occhio la reazione della variopinta audience. Le ragazze più sensibili hanno le lacrime agli occhi. Si sono lasciate trascinare dalle onde della storia o dalle note commoventi della colonna sonora? L’aula si accende di emozione.

Fine? No!

Riflettiamo sul valore delle emozioni, emozioni scatenate dalla visione del film, emozioni che, se assenti, ci rendono pietra, tutti vittime di Macha. Chiedo ai ragazzi se il film è piaciuto e perché. “Profe, come si dice commovente in inglese?” Moving … una parola nuova imparata, speriamo la ricordino! Stefano risponde in italiano: “perché è strano”. Penso di intuire cosa significhi il suo commento, semplice e spontaneo. Probabilmente non è un film che lui avrebbe scelto di vedere, nessun effetto speciale, niente colpi di scena, non è neppure in 3D, anzi, la grafica è molto semplice, eppure gli è piaciuto, forse perché ha aperto una finestra su un mondo sconosciuto e ricco di fascino.

La discussione che segue la visione di un film costituisce per me una risorsa didattica di grande valore.  Per compito, chiedo agli studenti di disegnare e descrivere, in inglese, la loro creatura fantastica, in cui magari loro stessi vorrebbero trasformarsi. Ammiro soddisfatta le loro invenzioni e mi confronto con il collega di arte che conferma, sì ci sono degli artisti tra loro: arte e inglese si intrecciano nelle loro opere di variegato pregio!

In alternativa, chiedo ai ragazzi di riscrivere il finale. A molti, il finale, non è assolutamente piaciuto – triste, inquietante, innaturale. Gli studenti più audaci si cimentano nell’impresa, l’ordine naturale delle cose viene ripristinato e l’happy ending è garantito!

Il vero triste finale della storia si materializza all’orizzonte: la verifica di comprensione sul film, la parte meno gradita della serie di attività proposte, che tocca loro sostenere, comunque.

Ne è valsa la pena di spendere tre ore in questa attività? Secondo me, sì!

 

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