Una riflessione sul famigerato CLIL

17 giugno 2018 di donablogger

 

di Eva Picco //

Penso di non scostarmi molto dalla realtà immaginando il seguente commento di studenti e relativi genitori all’annuncio di interventi CLIL nelle loro classi: “Già ci tocca studiare geografia/arte…ci manca solo di farlo in inglese!”.

CLIL

Un clic sull’immagine per visualizzare in Adobe Spark alcuni elaborati realizzati dai nostri ragazzi durante le attività CLIL

I ragazzi hanno trovato un modo molto semplice per spiegare cosa è l’ennesimo acronimo made in the UK, nonché  tormento loro inflitto da una sadica insegnante, per giunta di un’altra classe: “fare una materia in inglese”. Evidenzio la scelta del verbo “fare”, estremamente pertinente, visto che la realizzazione del progetto prevede la partecipazione attiva degli studenti che fanno una gamma diversificata di attività: abbinano, giocano, riordinano, si intervistano, disegnano, descrivono, commentano, immaginano, inventano, creano.

La terminologia specialistica riveste il CLIL (Content and Language Integrated Learning) di un abito molto più raffinato: si tratta di un approccio didattico che mira alla costruzione di competenze linguistiche e abilità comunicative in lingua straniera insieme allo sviluppo e all’acquisizione di conoscenze disciplinari. Il CLIL lega, quindi, la didattica della disciplina all’apprendimento di una L2.

Tanta fatica viene compensata da molteplici vantaggi.

Nella sezione del sito della Commissione europea dedicata al “Multilinguismo”, viene elencata una serie di vantaggi a seguito dell’introduzione del CLIL nelle scuole:

  • costruisce una conoscenza ed una visione interculturale;
  • sviluppa abilità di comunicazione interculturale;
  • migliora le competenze linguistiche e le abilità di comunicazione orale, rendendo spendibili le competenze linguistiche acquisite, soprattutto in attività pratiche;
  • sviluppa interessi ed una mentalità multilinguistica;
  • dà opportunità concrete per studiare il medesimo contenuto da diverse prospettive;
  • permette agli studenti un maggior contatto con la lingua obiettivo;
  • diversifica i metodi e le pratiche in classe;
  • aumenta la motivazione degli studenti e la fiducia sia nelle lingue sia nella materia che viene insegnata.

Il CLIL è stato, per me, ben altro: una fresca e ricca sorgente di emozioni.

Vorrei dare un aspetto più umano al mio CLIL.

Vorrei, soprattutto, immortalare i momenti salienti di questo progetto a cui gli studenti e i miei colleghi hanno dato vita insieme a me e le emozioni che lo hanno reso, a mio avviso, un’esperienza davvero preziosa.

Ricordo l’ansia e l’inquietudine, la diffidenza e lo scetticismo che aleggiavano in classe in occasione dei primi interventi.

Ricordo le risate scatenate dal mio solenne atto di investitura a Henry VIII  (compiuto annodandogli al collo un vecchio mantello riesumato da passati carnevali) del temerario Alberto che, con fantasia e qualche aiuto, risponde alle domande dei compagni curiosi di scoprire il suo inquietante vissuto. Simile l’ilarità suscitata dall’audace Giacomo, che, grazie allo stesso improbabile mantellino nero, si trasforma nell’imperatore Adriano e spiega nei dettagli la realizzazione del suo progetto più ambizioso, Hadrian’s Wall.

Ricordo l’ammirazione nel vedere raccordate in un unico, diversificato quadro le camaleontiche performances di Liu Bolin scelte dagli studenti di 3B e da loro commentate.

Ricordo il piacere di ascoltare Fabio e Andrea che, avendo fatto una ricerca sull’eutrofizzazione, si offrono di spiegare il fenomeno in italiano ai compagni, per agevolare la comprensione di un video in inglese.

Ricordo la commozione provata alla lettura dei commenti che gli studenti di 2C hanno scritto in una speech bubble nella sezione della verifica in cui ho chiesto loro di diventare un piccolo migrante del campo profughi della tristemente famosa Giungla di Calais e di dare voce ai suoi pensieri, paura, disagio.

Ricordo la piacevole sorpresa alla consegna degli slogan contro l’inquinamento delle acque, corredati da disegni, molti dei quali riccamente elaborati, o immagini, accuratamente selezionate da internet.

Tutto ciò in inglese!

Al termine di ogni intervento ho sempre ringraziato gli studenti per la loro collaborazione. Ora li voglio ringraziare per le soddisfazioni che mi hanno regalato.

 

 

 

 

 

 

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