Repliche al “Vecchio Maggiore” – IIIA

27 novembre 2018 di donablogger

A margine della lettura del primo capitolo de  La fattoria degli animali, Beatrice, Chiara e Andrea (IIIA) si calano nei panni del Signor Jones e replicano al discorso del “Vecchio Maggiore”. Beatrice lo fa rubacchiando con intelligenza idee e spunti nientemeno che alla  weltanschauung (non mi è impazzita la testiera: è una parola tedesca che significa “visione del mondo”) di Leopardi, che abbiamo appena finito di studiare. Le altre due repliche lasciano intuire bene l’ipocrisia di Jones.

Sia chiaro: si tratta di un esercizio retorico, tanto per divertirci a scrivere un po’. Da queste parti, compagni, nessuno tifa per Jones, anche se, ovviamente, nessuno sopporta il grifo disgustoso di Napoleon.

V.S.

Dal cap I del La fattoria degli animali di Orwell.

Il Vecchio Maggiore si rischiarò la gola e cominciò: «Compagni, già sapete dello strano sogno che ho fatto la notte scorsa, ma di ciò parlerò più tardi. Ho avuto una vita lunga, ho avuto molto tempo per pensare mentre me ne stavo solo e credo di poter dire d’aver compreso, meglio di ogni animale vivente, la natura della vita su questa terra.

Di ciò desidero parlarvi. Ora, compagni, di qual natura è la nostra vita? Guardiamola: la nostra vita è misera, faticosa e breve. Si nasce e ci vien dato quel cibo appena sufficiente per tenerci in piedi, e quelli di noi che ne sono capaci sono forzati a lavorare fino all’estremo delle loro forze; e, nello stesso istante in cui ciò che si può trarre da noi ha un termine, siamo scannati con orrenda crudeltà. Non vi è animale in Inghilterra che, dopo il primo anno di vita, sappia che cosa siano la felicità e il riposo. Non vi è animale in Inghilterra che sia libero. La vita di un animale è miseria e schiavitù: questa è la cruda verità. 

Perché dobbiamo continuare in questa misera condizione? Perché quasi tutto il prodotto del nostro lavoro ci viene rubato dall’uomo. Questa, compagni, è la risposta a tutti i nostri problemi. Essa si assomma in una sola parola: uomo.

L’uomo è il solo, vero nemico che abbiamo. Si tolga l’uomo dalla scena e sarà tolta per sempre la causa della fame e della fatica. L’uomo è la sola creatura che consuma senza produrre. Egli non dà latte, non fa uova, è troppo debole per tirare l’aratro, non può correre abbastanza velocemente per prendere conigli. E tuttavia è il signore di tutti gli animali. Li fa lavorare e in cambio dà ad essi quel minimo che impedisca loro di morir di fame e tiene il resto per sé. Il nostro lavoro coltiva la terra, i nostri escrementi la rendono fertile, eppure non uno di noi possiede più che la sua nuda pelle. Voi, mucche che vedo davanti a me, quante migliaia di galloni di latte avete dato durante lo scorso anno? E che ne è stato di quel latte che avrebbe dovuto nutrire vigorosi vitelli? Ogni sua goccia è andata giù per la gola del nostro nemico. E voi, galline, quante uova avete deposto in un anno e quante di queste uova si sono dischiuse al pulcino? Le restanti si sono tutte mutate in danaro per Jones e i suoi uomini. E tu, Berta, dove sono i quattro puledri che hai portato in grembo e che avrebbero dovuto essere il sostegno e il conforto della tua vecchiaia? Ognuno di essi fu venduto al compiere di un anno e tu non li rivedrai mai più. In cambio dei tuoi quattro puledri e di tutto il lavoro dei campi, che cosa hai avuto se non una scarsa razione e una stalla? 

Tu, Gondrano, il giorno stesso in cui i tuoi possenti muscoli avranno perduto la loro forza, sarai venduto da Jones all’uomo che ti taglierà la gola e farà bollire la tua carne per darla in pasto ai cani da caccia. Quanto ai cani, allorché diventano vecchi e senza denti, Jones lega loro una pietra al collo e li annega nel più vicino stagno.

Dunque, compagni, non è chiaro come il cristallo che tutti i mali della nostra vita nascono dalla tirannia dell’uomo? Eliminiamo l’uomo e il prodotto del nostro lavoro sarà nostro.

Non date ascolto quando vi si dice che l’uomo e gli animali hanno un comune interesse, che la prosperità dell’uno coincide con la prosperità degli altri. È tutta menzogna.

L’uomo non serve gli interessi di nessuna creatura all’infuori dei suoi. E fra noi animali ci sia perfetta unità di vedute, solidarietà perfetta in questa lotta. Tutti gli uomini sono nemici. Tutti gli animali sono compagni

 

La replica di Jones (versione di Beatrice).

Il frastuono causato dagli animali che cominciavano a giungere e ad accomodarsi all’interno del granaio fece svegliare il signor Jones che, insospettito da tutto quel brusio, uscì di casa e si mise ad ascoltare di nascosto il discorso del Vecchio Maggiore.

Jones fece irruzione tra gli animali alla fine della loro discussione, provocando lo stupore e lo spavento generale. Si mise impalato accanto al Vecchio Maggiore, poi pronunciò una mediocre argomentazione dal tono ruffiano: “Animali miei amatissimi, leali colleghi, mai avrei pensato che io, colui che da sempre vi nutre, vi cura e vi colma di attenzioni potessi essere etichettato come un ladro! Altro non sono che un benefattore: chi vi consente di avere un riparo dal freddo e dalla pioggia? L’uomo! E chi riempie di movimento le vostre buie giornate, nutre voi e i vostri cuccioli e si preoccupa della vostra salute? Ebbene sì, l’uomo, miei cari! Perché mai allora ci sarebbe la necessità di rivoltarsi? Follia, pura follia! L’unico vero nemico è la natura, che ci crea e ci lascia in balia della sua crudeltà! Tutto ciò che è selvatico è ingiusto, crudele e pericoloso, ecco perché vi abbiamo addomesticato e vi teniamo al sicuro in una fattoria. Ribelliamoci, quindi, al corso naturale delle cose, uniamoci contro la morte, per la salvezza che sta nella fratellanza e in tutto ciò che è umano! Unitevi a me, contro la tirannia della natura! Preferireste forse morire sbranati dai lupi, o a causa delle orrende calamità di questo pianeta e senza nessuno che vi pianga? Dunque rincuoratevi, abbatteremo per sempre la dittatura della natura, ma prima festeggiamo insieme, saziamoci e brindiamo!”

Gli animali, che fino a quel momento parevano disinteressati, scoppiarono in un fragoroso applauso all’idea di un succulento banchetto.

Il discorso del signor Jones, nonostante la sua superficialità, aveva centrato il bersaglio.


La replica di Jones (versione di Andrea).

Io mi oppongo alle parole del Vecchio Maggiore: non è vero che la vostra vita è misera. Appena nascete noi vi diamo tutto il necessario per vivere e per crescere bene. Noi uomini vi facciamo lavorare poco, vi usiamo solo per procurarci il necessario per vivere e vi lasciamo un ampio periodo di riposo per riprendervi dalla fatica.

Voi qui, nella Fattoria Padronale, siete trattati come vengono trattati tutti gli altri Animali d’Inghilterra, ossia benissimo

Non è vero che noi umani “rubiamo” il frutto del vostro lavoro: lo prendiamo per poi venderlo e poter guadagnare qualche soldo per darvi da mangiare. Se rubiamo, rubiamo nel vostro interesse.

Una cosa importante, cari animali, è che noi esseri umani vi vogliamo bene. Le cose non stanno come dice il Vecchio Maggiore: io mai abbandonerò Gondrano, mai ucciderò uno dei miei cani. Se volete ulteriori conferme, chiedete al Vecchio Maggiore, proprio a lui, se in dodici anni di vita l’ho mai trattato male. La risposta sarà no, perché gli ho sempre voluto bene. E allo stesso modo, naturalmente, voglio bene a tutti voi.

Quindi è ingiusto dire che l’uomo è vostro nemico, ed è inutile fare una rivoluzione o trasmettere quest’ideologia rivoluzionaria alle nuove generazioni perché anche esse saranno trattate bene. Contrariamente a ciò che dice il Vecchio Maggiore, tutto ciò che cammina su due gambe è amico, non nemico.


La replica di Jones (versione di Chiara).

Vecchio maggiore, ho ascoltato il tuo discorso senza dire una parola, quindi adesso tocca a me parlare. Vorrei partire dicendo che hai una visione molto strana, cattiva e perversa,  di noi uomini: tutto quello che hai detto è completamente sbagliato.

Prima di tutto non soltanto voi animali fate una vita faticosa, ma anche noi uomini che, ogni giorno, dobbiamo lavorare pesantemente e arriviamo alla fine della giornata stremati per l’enorme sforzo. Non siete soltanto voi a  passate l’intera giornata sotto il sole a sudare, anzi… Pensate a tutti i contadini che ogni giorno devono raccogliere i prodotti o coltivarli,  perché è con il lavoro che si ottiene qualcosa. E anche a noi spesso viene dato poco cibo.

Senza di me voi non mangereste e vi scannereste l’uno con l’altro pur di saziarvi. Senza di me non avreste una casa e morireste di freddo. Senza di me avreste le pulci e tutti gli altri parassiti che vi tormentano.

Ecco perché l’uomo è così importante per la vostra vita: sappiate che senza un padrone sareste già morti da tempo!

Voglio dirvi inoltre, e vi prego di credermi,  che il prodotto che vi “rubiamo” viene regalato ai più poveri, a tutti i bambini poveri che patiscono la fame. E in buona quantità anche a tutti voi qui presenti. Senza l’uomo ci sarebbe ancora più fame nel mondo, ecco perché il sottoscritto è buono, ecco perché merita il vostro “grazie”.

Se doveste morire, e speriamo che non accada, una buona parte della vostra carne la terrei io per saziarmi, perché senza di me questa fattoria non andrebbe avanti a lungo, ma il resto, come ho già detto,  lo regalerei ai bisognosi.

Quindi non siate contro l’uomo, alleatevi con esso: insieme, io e voi, possiamo rendere la vita migliore per tutti.

 

 

 

 

 

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